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	<title>Notizia della Chiesa</title>
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	<description>Bolletino con degli informazioni aggiornate su nostra Santa Chiesa Catolica</description>
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		<title>Il magistero del Papa sul valore della fiducia in Dio: come Pietro nella pesca miracolosa il cristiano deve affidarsi in tutto a Gesù</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cristiano]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia in Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
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		<category><![CDATA[pesca miracolosa]]></category>
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		<description><![CDATA[“Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. E’ la celebre frase di Simon Pietro a Gesù, sulle rive del Lago di Generaret, a vibrare con forza nel Vangelo di Luca della liturgia di oggi. In molti passi del suo magistero, Benedetto XVI ha preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-948" title="Pescadores de almas" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/09/Pescadores-de-almas.jpg" alt="" width="279" height="181" />“Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. E’ la celebre frase di Simon Pietro a Gesù, sulle rive del Lago di Generaret, a vibrare con forza nel Vangelo di Luca della liturgia di oggi. In molti passi del suo magistero, Benedetto XVI ha preso spunto dal brano della pesca miracolosa per spiegare quanto per un cristiano, in qualsiasi momento della sua vita, la fiducia in Dio debba essere pronta e senza riserve. <strong>Alessandro De Carolis</strong> ricorda in questo servizio alcune riflessioni del Papa su questo tema:<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-947"></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<em>Fidarsi di uno sconosciuto che promette un ipotetico, quasi assurdo, ma lauto, guadagno personale. Chi sarebbe capace di farlo? A rigor di logica pochi amanti del rischio, nella realtà tanta gente comune, se si considera le anonime masse della nostra epoca che si affidano ai vaticini di sedicenti maghi per sapere, nella maggioranza dei casi, se il proprio futuro sarà lastricato di amori e denari. Rischio o no, la prospettiva di un vantaggio economico o di altra natura – sia pure ottenibile per vie all’apparenza incomprensibili – è una molla potente che non lascia indifferente nessun essere umano e lo spinge a fare calcoli per capire quanto il gioco valga la candela. E’ più o meno quanto deve aver pensato uno stanco e nervoso pescatore di nome Simone, una mattina di duemila anni fa, davanti all’uomo mai visto, presentatogli come un “Maestro”, che gli ha appena proposto la “follia” di tornare a gettare le reti – di giorno, nel momento più sbagliato per la pesca – quando nemmeno un pesce ha abboccato durante le lunghe e frustranti ore notturne. In una udienza generale di qualche anno fa, Benedetto XVI si è soffermato su questa scena avvenuta sulle rive del Lago di Genesaret. E’ in quel meraviglioso scambio tra Gesù e Simon Pietro che si gioca tra l’acqua e le barche, tra un Maestro che chiede l’impossibile e un consumato pescatore che accetta di credergli, che assistiamo alla scintilla che trasforma un atto di fiducia in un più grande atto di fede, che renderà possibile la nascita della Chiesa:<br />
</em><br />
<strong><em>“Gesù non era un esperto di pesca: eppure Simone il pescatore si fida di questo Rabbi, che non gli dà risposte ma lo chiama ad affidarsi (…) Pietro accetta di lasciarsi coinvolgere in questa grande avventura: è generoso, si riconosce limitato, ma crede in colui che lo chiama e insegue il sogno del suo cuore. Dice di sì, e diventa discepolo di Gesù”. (Udienza generale, 17 maggio 2006)<br />
</em></strong><br />
<em>Allora come oggi, accettare di diventare un discepolo di Gesù è una scelta radicale, anche perché, ha notato il Papa durante il viaggio a Malta dello scorso aprile, la voce di Cristo che parla al cuore rischia di essere sopraffatta dalle molte voci esterne, che pretendono di farla apparire una decisione inutile, o fuori tempo, addirittura sciocca:<br />
</em><br />
<strong><em>“If we are tempted to believe them…</em></strong><br />
<strong><em>Se siamo tentati di credere a loro, dovremmo ricordare l’episodio del Vangelo di oggi, quando i discepoli, tutti esperti pescatori, hanno faticato tutta la notte, ma non hanno preso neppure un solo pesce (&#8230;) Lasciati a se stessi, i loro sforzi erano infruttuosi; quando Gesù è rimasto accanto a loro, hanno catturato una grande quantità di pesci. Miei cari fratelli e sorelle, se poniamo la nostra fiducia nel Signore e seguiamo i suoi insegnamenti, raccoglieremo sempre grandi frutti”. (Messa viaggio a Malta, 18 aprile 2010)<br />
</em></strong><br />
<em>Certamente, ha chiarito Benedetto XVI in un’altra circostanza, la vicenda di Pietro dimostra che nessuna volontà solo umana di dire “sì” a Cristo rende un cristiano maturo e solido nella fede se non interviene una grazia più alta:<br />
</em><br />
<strong><em>“Il Pescatore, ‘pescato’ da Gesù, ha gettato le reti fin qui e noi oggi rendiamo grazie per essere stati oggetto di questa ‘pesca miracolosa’, che dura da duemila anni, una pesca che, come scrive proprio san Pietro, ‘ci ha chiamati dalle tenebre alla ammirabile luce [di Dio]’. Per diventare pescatori con Cristo bisogna prima essere ‘pescati’ da Lui”. (Messa Santa Maria di Leuca, 14 giugno 2008)<br />
</em></strong><br />
<em>E il discorso non cambia se, invece della maturità di una vocazione cristiana, si parla dei modi dell’agire cristiano: per la sua efficacia, serve in ogni caso la grazia di Dio. E quando, ha osservato una volta in modo consolante il Pontefice, “il lavoro nella vigna del Signore sembra risultare vano, come la fatica notturna degli Apostoli, non bisogna dimenticare che Gesù è in grado di ribaltare tutto in un momento”:</em></p>
<p><strong><em>“La pagina evangelica, che abbiamo ascoltato, ci ricorda, da una parte, che dobbiamo impegnarci nelle attività pastorali come se il risultato dipendesse totalmente dai nostri sforzi. Dall&#8217;altra, ci fa comprendere, però, che il vero successo della nostra missione totalmente è dono della Grazia. Nei misteriosi disegni della sua sapienza, Dio sa quando è il tempo di intervenire. Ed allora, come la docile adesione alla parola del Signore fece sì che si riempisse la rete dei discepoli, così in ogni tempo, anche nostro, lo Spirito del Signore può rendere efficace la missione della Chiesa nel mondo”. (Messa Vigevano, 21 aprile 2007).</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Link:</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=419570">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=419570</a></em></strong></p>
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		<title>Le speranze per la ripresa dei colloqui di pace in Medio Oriente al centro dell&#8217;incontro tra il Papa e il presidente israeliano Peres</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[israeliano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Peres]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Papa ha incontrato questa mattina a Castel Gandolfo il presidente israeliano Shimon Peres. Il colloquio coincide con la ripresa oggi a Washington dei colloqui di pace per il Medio Oriente e che si auspica “aiutino a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli”. Ce ne parla Sergio Centofanti.
Il presidente israeliano Peres ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-944" title="Papa e Peres" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/09/Papa-e-Peres1.jpg" alt="" width="113" height="170" />Il Papa ha incontrato questa mattina a Castel Gandolfo il presidente israeliano Shimon Peres. Il colloquio coincide con la ripresa oggi a Washington dei colloqui di pace per il Medio Oriente e che si auspica “aiutino a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli”. Ce ne parla <strong>Sergio Centofanti</strong>.<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-942"></span></span></p>
<p><em>Il presidente israeliano Peres ha iniziato la sua visita alle 9.20 con un giro nei giardini di Castel Gandolfo, soffermandosi, in particolare, presso i ruderi della villa di Domiziano (teatro e criptoportico) e nel giardino del Belvedere. Cordiali i colloqui con il Papa, una quarantina di minuti in inglese, e con il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, circa 30 minuti.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro – riferisce la Sala Stampa vaticana &#8211; è stato ricordato il pellegrinaggio che Benedetto XVI ha compiuto in Terra Santa nel maggio dell’anno scorso.</em></p>
<p><em>“Circa la ripresa dei contatti diretti tra Israeliani e Palestinesi, in programma oggi a Washington, si è auspicato che essa aiuti a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e capace di portare una pace stabile in Terra Santa e in tutta la Regione. E’ stata quindi ribadita la condanna di ogni forma di violenza e la necessità di garantire a tutte le popolazioni dell&#8217;area migliori condizioni di vita. Non è mancato un riferimento al dialogo interreligioso e uno sguardo d’insieme alla situazione internazionale. I colloqui – prosegue il comunicato della Sala Stampa &#8211; hanno permesso di esaminare anche i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e quelli delle Autorità statali con le comunità cattoliche locali. Al riguardo, si è sottolineato il significato del tutto particolare della presenza di queste ultime nella Terra Santa e il contributo che esse offrono al bene comune della società, anche attraverso le scuole cattoliche. Infine, si è preso atto dei risultati raggiunti dalla Commissione bilaterale di lavoro, impegnata da anni nell’elaborazione di un Accordo relativo a questioni di carattere economico e si è auspicata una rapida conclusione del medesimo”.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro si è svolto il rito dello scambio dei doni: Peres ha regalato al Papa uno dei più antichi simboli della religione ebraica, una Menorah in argento, il tradizionale candelabro a sette braccia, (opera di un artista israeliano), con la seguente dedica, che ha composto lui stesso:<br />
</em><br />
<strong>“A Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Pastore che cerca di condurci ai pascoli delle benedizioni e ai pascoli della pace. Con grande stima. Shimon Peres, Presidente dello Stato di Israele”.</strong></p>
<p><em>Il Papa, da parte sua, ha donato a Peres una medaglia in bronzo, di circa 14 cm. di diametro, all’interno di una cornice di travertino (diametro complessivo circa 30 cm), che è una copia della medaglia posta, da Papa Alessandro VII nel 1657, all’interno della prima pietra del colonnato nord della Basilica di San Pietro. La medaglia porta inciso il progetto iniziale di sistemazione di piazza San Pietro, disegnato dal Bernini.</em><br />
Il Papa ha incontrato questa mattina a Castel Gandolfo il presidente israeliano Shimon Peres. Il colloquio coincide con la ripresa oggi a Washington dei colloqui di pace per il Medio Oriente e che si auspica “aiutino a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli”. Ce ne parla <strong>Sergio Centofanti</strong>.<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00224962.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>Il presidente israeliano Peres ha iniziato la sua visita alle 9.20 con un giro nei giardini di Castel Gandolfo, soffermandosi, in particolare, presso i ruderi della villa di Domiziano (teatro e criptoportico) e nel giardino del Belvedere. Cordiali i colloqui con il Papa, una quarantina di minuti in inglese, e con il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, circa 30 minuti.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro – riferisce la Sala Stampa vaticana &#8211; è stato ricordato il pellegrinaggio che Benedetto XVI ha compiuto in Terra Santa nel maggio dell’anno scorso.</em></p>
<p><em>“Circa la ripresa dei contatti diretti tra Israeliani e Palestinesi, in programma oggi a Washington, si è auspicato che essa aiuti a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e capace di portare una pace stabile in Terra Santa e in tutta la Regione. E’ stata quindi ribadita la condanna di ogni forma di violenza e la necessità di garantire a tutte le popolazioni dell&#8217;area migliori condizioni di vita. Non è mancato un riferimento al dialogo interreligioso e uno sguardo d’insieme alla situazione internazionale. I colloqui – prosegue il comunicato della Sala Stampa &#8211; hanno permesso di esaminare anche i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e quelli delle Autorità statali con le comunità cattoliche locali. Al riguardo, si è sottolineato il significato del tutto particolare della presenza di queste ultime nella Terra Santa e il contributo che esse offrono al bene comune della società, anche attraverso le scuole cattoliche. Infine, si è preso atto dei risultati raggiunti dalla Commissione bilaterale di lavoro, impegnata da anni nell’elaborazione di un Accordo relativo a questioni di carattere economico e si è auspicata una rapida conclusione del medesimo”.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro si è svolto il rito dello scambio dei doni: Peres ha regalato al Papa uno dei più antichi simboli della religione ebraica, una Menorah in argento, il tradizionale candelabro a sette braccia, (opera di un artista israeliano), con la seguente dedica, che ha composto lui stesso:<br />
</em><br />
<strong>“A Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Pastore che cerca di condurci ai pascoli delle benedizioni e ai pascoli della pace. Con grande stima. Shimon Peres, Presidente dello Stato di Israele”.</strong></p>
<p><em>Il Papa, da parte sua, ha donato a Peres una medaglia in bronzo, di circa 14 cm. di diametro, all’interno di una cornice di travertino (diametro complessivo circa 30 cm), che è una copia della medaglia posta, da Papa Alessandro VII nel 1657, all’interno della prima pietra del colonnato nord della Basilica di San Pietro. La medaglia porta inciso il progetto iniziale di sistemazione di piazza San Pietro, disegnato dal Bernini.</em><br />
Il Papa ha incontrato questa mattina a Castel Gandolfo il presidente israeliano Shimon Peres. Il colloquio coincide con la ripresa oggi a Washington dei colloqui di pace per il Medio Oriente e che si auspica “aiutino a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli”. Ce ne parla <strong>Sergio Centofanti</strong>.<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00224962.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>Il presidente israeliano Peres ha iniziato la sua visita alle 9.20 con un giro nei giardini di Castel Gandolfo, soffermandosi, in particolare, presso i ruderi della villa di Domiziano (teatro e criptoportico) e nel giardino del Belvedere. Cordiali i colloqui con il Papa, una quarantina di minuti in inglese, e con il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, circa 30 minuti.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro – riferisce la Sala Stampa vaticana &#8211; è stato ricordato il pellegrinaggio che Benedetto XVI ha compiuto in Terra Santa nel maggio dell’anno scorso.</em></p>
<p><em>“Circa la ripresa dei contatti diretti tra Israeliani e Palestinesi, in programma oggi a Washington, si è auspicato che essa aiuti a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e capace di portare una pace stabile in Terra Santa e in tutta la Regione. E’ stata quindi ribadita la condanna di ogni forma di violenza e la necessità di garantire a tutte le popolazioni dell&#8217;area migliori condizioni di vita. Non è mancato un riferimento al dialogo interreligioso e uno sguardo d’insieme alla situazione internazionale. I colloqui – prosegue il comunicato della Sala Stampa &#8211; hanno permesso di esaminare anche i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e quelli delle Autorità statali con le comunità cattoliche locali. Al riguardo, si è sottolineato il significato del tutto particolare della presenza di queste ultime nella Terra Santa e il contributo che esse offrono al bene comune della società, anche attraverso le scuole cattoliche. Infine, si è preso atto dei risultati raggiunti dalla Commissione bilaterale di lavoro, impegnata da anni nell’elaborazione di un Accordo relativo a questioni di carattere economico e si è auspicata una rapida conclusione del medesimo”.</em></p>
<p><em>Durante l’incontro si è svolto il rito dello scambio dei doni: Peres ha regalato al Papa uno dei più antichi simboli della religione ebraica, una Menorah in argento, il tradizionale candelabro a sette braccia, (opera di un artista israeliano), con la seguente dedica, che ha composto lui stesso:<br />
</em><br />
<strong>“A Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Pastore che cerca di condurci ai pascoli delle benedizioni e ai pascoli della pace. Con grande stima. Shimon Peres, Presidente dello Stato di Israele”.</strong></p>
<p><em>Il Papa, da parte sua, ha donato a Peres una medaglia in bronzo, di circa 14 cm. di diametro, all’interno di una cornice di travertino (diametro complessivo circa 30 cm), che è una copia della medaglia posta, da Papa Alessandro VII nel 1657, all’interno della prima pietra del colonnato nord della Basilica di San Pietro. La medaglia porta inciso il progetto iniziale di sistemazione di piazza San Pietro, disegnato dal Bernini.</em></p>
<p>Link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=419599">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=419599</a></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; font-size: small; -webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px;"><span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em><br />
</em></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; font-size: small; -webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px;"><span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em><br />
</em></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; font-size: small; -webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px;"><span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em><br />
</em></span></span></div>
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		<title>L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, sulla visita del Papa: Benedetto XVI parlerà al cuore degli inglesi</title>
		<link>http://portalcot.com/chiesa/l%e2%80%99arcivescovo-di-westminster-vincent-nichols-sulla-visita-del-papa-benedetto-xvi-parlera-al-cuore-degli-inglesi/</link>
		<comments>http://portalcot.com/chiesa/l%e2%80%99arcivescovo-di-westminster-vincent-nichols-sulla-visita-del-papa-benedetto-xvi-parlera-al-cuore-degli-inglesi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 21:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[inglesi]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Nichols]]></category>
		<category><![CDATA[Westminster]]></category>

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		<description><![CDATA[“Papa Benedetto sia il benvenuto in Gran Bretagna”. è quanto afferma Lord George Carey, ex Primate anglicano che, in un messaggio, sottolinea il ruolo positivo della Chiesa cattolica per la società britannica. A due settimane dal viaggio del Papa nel Regno Unito, cresce dunque l’attesa per un evento che coinvolgerà non solo la comunità cattolica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-940" title="Papa Bento" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/Papa-Bento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />“Papa Benedetto sia il benvenuto in Gran Bretagna”. è quanto afferma Lord George Carey, ex Primate anglicano che, in un messaggio, sottolinea il ruolo positivo della Chiesa cattolica per la società britannica. A due settimane dal viaggio del Papa nel Regno Unito, cresce dunque l’attesa per un evento che coinvolgerà non solo la comunità cattolica, ma tutto il Paese. Per una testimonianza sulle speranze e aspettative riposte in questo viaggio apostolico, <strong>Alessandro Gisotti</strong> ha intervistato l’arcivescovo di Westminster, <strong>mons. Vincent Nichols</strong>, presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles:<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-939"></span></span></p>
<p><em>R. &#8211; Personalmente, attendo la visita con gioia e con grande partecipazione, poiché la presenza del Papa qui in Inghilterra sarà un momento molto importante per la vita della fede. Questo perché Benedetto XVI è un protagonista elegante, pieno di rispetto per tutti. Penso che il pubblico inglese, scozzese e gallese riceverà il Santo Padre con un affetto che crescerà certamente durante la visita. </em></p>
<p><em>D. &#8211; Il cuore di questo viaggio è la Beatificazione del cardinale Newman. Quanto è importante questo evento per la società inglese e non solo per i cattolici?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Per noi, è un momento storico, perché è la prima volta in 500 anni che verrà beatificata una persona non martire. Newman è un figura importante della cultura inglese e il suo “viaggio” dalla Chiesa anglicana alla Chiesa romana ha rappresentato una cosa mirabile per il suo tempo. Newman aveva la capacità di spiegare questo viaggio di fede. E’ certamente una figura della letteratura, una figura di educazione. Per tutte queste ragioni, questa Beatificazione è molto importante. </em></p>
<p><em>D. &#8211; Quali frutti si aspetta da questa visita, anche sul fronte ecumenico?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Sul fronte ecumenico, ci saranno due momenti. Il primo sarà caratterizzato dalla visita del Santo Padre al Lambeth Palace e l’incontro personale con l’arcivescovo di Canterbury, perché in questo periodo le relazioni tra le nostre Chiese sono in un momento delicato. Il secondo momento sarà nella Westminster Abbey, quando il Santo Padre pregherà insieme con tutti i cristiani di questo Paese. Ci sono tanti cattolici di diversi riti, ci sono tante diverse Chiese e tutti saranno insieme per questa preghiera della sera. </em></p>
<p><em>D. &#8211; Il Papa parlerà al cuore, come il motto stesso della visita dice: “Il cuore al cuore”…</em></p>
<p><em>R. &#8211; La lingua del cuore è anche la lingua delle immagini, dei momenti più che degli argomenti. Questa visita sarà piena di momenti iconici, di momenti simbolici che parleranno direttamente al cuore. Il Santo Padre ha la capacità di parlare in modo molto personale ed attrattivo. Il Papa ha la capacità di parlare dal suo cuore con immagini e con frasi molto nobili. Credo che questo avverrà anche con noi in Inghilterra.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’Opera omnia di Ratzinger presentata al Meeting di Rimini</title>
		<link>http://portalcot.com/chiesa/l%e2%80%99opera-omnia-di-ratzinger-presentata-al-meeting-di-rimini/</link>
		<comments>http://portalcot.com/chiesa/l%e2%80%99opera-omnia-di-ratzinger-presentata-al-meeting-di-rimini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anapaula</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato, ieri, al Meeting di Rimini il primo volume dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger, curata dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel primo dei 16 tomi che costituiranno l’importante progetto editoriale sono raccolti gli scritti del futuro Pontefice sulla centralità della liturgia nella vita cristiana. Il servizio di Alessandro Gisotti: 
La liturgia, sottolinea Benedetto XVI, è “la più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato, ieri, al Meeting di Rimini il primo volume dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger, curata dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel primo dei 16 tomi che costituiranno l’importante progetto editoriale sono raccolti gli scritti del futuro Pontefice sulla centralità della liturgia nella vita cristiana. Il servizio di <strong>Alessandro Gisotti</strong>:<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00223745.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>La liturgia, sottolinea Benedetto XVI, è “la più alta espressione della bellezza della gloria di Dio, e costituisce in qualche modo un affacciarsi del Cielo sulla Terra”. Tale è la rilevanza della liturgia della Chiesa per Joseph Ratzinger che nella prefazione all’Opera omnia scrive: </em><em>“</em><em>E’ stata per me, fin dalla mia infanzia, l’attività centrale della mia vita”. E parlando di San Girolamo, l’autore della “Vulgata”, il Papa sottolinea che la liturgia è sempre viva, non è una cosa del passato:</em><br />
<em></em><br />
<strong><em>“Il luogo privilegiato della lettura e dell&#8217;ascolto della Parola di Dio è la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi. Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l&#8217;eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l&#8217;eterno, la vita eterna&#8221;. (Udienza Generale, 7 novembre 2007)</em></strong></p>
<p><em>Su cosa rappresenta la liturgia nella vita e nel magistero di Benedetto XVI si sofferma il vescovo di Ratisbona, </em><strong><em>mons. Gerhard Müller</em></strong><em>, curatore dell’Opera omnia in lingua tedesca. L’intervista al presule è del nostro inviato al Meeting di Rimini,</em><strong><em> Luca Collodi</em></strong><em>:</em></p>
<p><strong>&#8220;La fede cristiana non è una teoria, una filosofia, un’ideologia, ma è il contatto personale con Cristo, con il Dio che si è fatto uomo, Gesù che è presente nello Spirito Santo. La liturgia è la sacramentale partecipazione alla vita di Dio. Per questo la liturgia non è solo un &#8216;teatro&#8217;, un’auto espressione del cuore o dell’idea della soggettività, ma la liturgia cattolica è l’espressione obiettiva, reale, concreta del contatto con Dio stesso, che vuole convivere con noi, le sue creature&#8221;.</strong></p>
<p><em>Al Meeting di Rimini è anche presente il direttore della Libreria Editrice Vaticana, </em><strong><em>don Giuseppe Costa</em></strong><em>. Al microfono di </em><strong><em>Luca Collodi</em></strong><em>, don Costa illustra le caratteristiche fondamentali dell’edizione italiana dell’Opera omnia di Ratzinger ed offre un’anticipazione sul secondo volume su Gesù di Nazareth di Benedetto XVI:</em></p>
<p><em>R. &#8211; Sono 16 volumi che riguardano non i suoi insegnamenti da Pontefice ma i suoi scritti, i suoi insegnamenti, le sue interviste da cardinale. Questa Opera omnia si ferma laddove egli è stato eletto Pontefice col nome di Benedetto XVI per il quale la Libreria Editrice Vaticana pubblica ogni sei mesi un volume. Noi abbiamo pubblicato tutti gli insegnamenti di Benedetto XVI proprio nella collana “Insegnamenti” fino al 2009.</em></p>
<p><em>D. &#8211; Questo senza contare altre iniziative editoriali del Papa a partire dal libro sulla vita di Gesù?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Certo, i traduttori della Segreteria di Stato stanno già lavorando, facendo un lavoro molto impegnativo per le varie traduzioni nelle varie lingue. Abbiamo già raggiunto un accordo con 18 editori che pubblicheranno in prima battuta il testo del Santo Padre, il nuovo “Gesù di Nazaret”, che avrà come centralità il mistero pasquale della Passione, morte e Risurrezione di Gesù. Sicuramente avremo richieste anche da altri editori.</em></p>
<p><em>D. &#8211; Una data per la prossima uscita di questo libro del Papa?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Abbiamo già ipotizzato la prima domenica di Quaresima, marzo prossimo, e abbiamo già anche detto che entro il 15 gennaio consegneremo ai vari editori i testi per poter preparare a loro volta le edizioni nazionali.</em></p>
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		<title>“Pasci le mie pecorelle”: l’esortazione di Gesù a Pietro nelle riflessioni di Benedetto XVI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 19:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alinecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Notizia della Chiesa]]></category>
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La Chiesa celebra oggi San Pio X. Il Vangelo della memoria liturgica narra l’incontro tra Pietro e Cristo Risorto, sulla riva del Lago di Tiberiade. Il Signore chiede per tre volte al discepolo se lo ama, esortandolo a pascere le sue pecorelle. Benedetto XVI si è soffermato più volte su questo passo evangelico. Riascoltiamo alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/1_0_416925.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-935" title="1_0_416925" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/1_0_416925.jpg" alt="" width="250" height="173" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa celebra oggi San Pio X. Il Vangelo della memoria liturgica narra l’incontro tra Pietro e Cristo Risorto, sulla riva del Lago di Tiberiade. Il Signore chiede per tre volte al discepolo se lo ama, esortandolo a pascere le sue pecorelle. Benedetto XVI si è soffermato più volte su questo passo evangelico. Riascoltiamo alcuni pensieri del Papa sul governo pastorale affidato da Gesù a Pietro e ai suoi Successori. Il servizio di Alessandro Gisotti:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-934"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Preghiamo il Signore affinché ci doni “un pastore secondo il suo cuore, un pastore che ci guidi alla conoscenza di Cristo, al suo amore, alla vera gioia”: è il 18 aprile 2005, quando Joseph Ratzinger pronuncia queste parole. Il cardinale decano celebra la Missa pro eligendo Romano Pontifice alla vigilia del Conclave. Il giorno dopo sarà eletto Papa, sarà chiamato così a pascere le pecorelle proprio come Pietro duemila anni fa. E’ un compito che supera le forze umane e Benedetto XVI si affida perciò alle preghiere dei fedeli, delle pecorelle che il Signore gli ha affidato:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri”. (Messa di inizio Pontificato Pontificato, 24 aprile 2005)</em></p>
<p style="text-align: justify;">La missione del pastore, rammenta il Papa, deve nascere dall’amore per Cristo. Bisogna dunque seguire il Signore, lasciarsi guidare da Lui, entrare nella sua dimensione d’amore infinito:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ricordiamo sempre che per ogni Pastore, la condizione del suo servizio è l’amore per Cristo, a cui nulla deve essere anteposto. ‘Simone di Giovanni, mi ami?’. La domanda di Gesù a Pietro risuoni sempre nel nostro cuore, cari Fratelli, e susciti, ogni volta, nuova e commossa, la nostra risposta: ‘Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo’”. (Udienza ai nuovi metropoliti, 30 giugno 2008)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa ribadisce che i pastori “sono il tramite attraverso il quale Cristo stesso ama gli uomini”. E dunque alla base del ministero pastorale c’è sempre “l’incontro personale e costante con il Signore”:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Per essere Pastore secondo il cuore di Dio (cfr Ger 3,15) occorre un profondo radicamento nella viva amicizia con Cristo, non solo dell’intelligenza, ma anche della libertà e della volontà, una chiara coscienza dell’identità ricevuta nell’Ordinazione Sacerdotale, una disponibilità incondizionata a condurre il gregge affidato là dove il Signore vuole e non nella direzione che, apparentemente, sembra più conveniente o più facile”. (Udienza generale, 26 maggio 2010)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Pietro, rammenta Benedetto XVI, “da sé non era una roccia, ma un uomo debole ed incostante”. Il Signore, però, “volle fare proprio di lui la pietra e dimostrare che, attraverso un uomo debole”, Egli sostiene la Chiesa e la mantiene unita. Il Papa torna alle parole del Signore a Pietro: “Pasci le mie pecorelle”:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Da quel giorno Pietro ha &#8217;seguito&#8217; il Maestro con la precisa consapevolezza della propria fragilità; ma questa consapevolezza non l’ha scoraggiato. Egli sapeva infatti di poter contare sulla presenza accanto a sé del Risorto”. (Udienza generale, 24 maggio 2006)</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Dagli ingenui entusiasmi dell’adesione iniziale – prosegue il Papa – passando attraverso l’esperienza dolorosa del rinnegamento ed il pianto della conversione, Pietro è giunto ad affidarsi a quel Gesù che si è adattato alla sua povera capacità d’amore”. L’esperienza di redenzione di Pietro diventa, dunque, anche per noi un esempio che ci incoraggia, che ci invita a sperare nel Signore:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Mostra così anche a noi la via, nonostante tutta la nostra debolezza. Sappiamo che Gesù si adegua a questa nostra debolezza. Noi lo seguiamo, con la nostra povera capacità di amore e sappiamo che Gesù è buono e ci accetta”. (Udienza generale, 24 maggio 2006)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a title="Noticias" href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416925" target="_blank">Radio Vaticano</a></p>
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		<title>Pakistan. Denuncia dei missionari: cristiani discriminati negli aiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 12:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza e Persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[missionari]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa sempre più difficile la situazione in Pakistan dopo le terribili inondazioni delle settimane scorse. Nonostante stia lentamente aumentando l’impegno da parte dei Paesi donatori, diverse agenzie umanitarie ribadiscono che gli aiuti stentano ad arrivare a tutti i 20 milioni di pakistani colpiti. Intanto in queste ore è arrivato un nuovo drammatico appello dell’Unicef, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-932" title="Pakistan" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/Pakistan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si fa sempre più difficile la situazione in Pakistan dopo le terribili inondazioni delle settimane scorse. Nonostante stia lentamente aumentando l’impegno da parte dei Paesi donatori, diverse agenzie umanitarie ribadiscono che gli aiuti stentano ad arrivare a tutti i 20 milioni di pakistani colpiti. Intanto in queste ore è arrivato un nuovo drammatico appello dell’Unicef, mentre i missionari denunciano: i cristiani sono discriminati negli aiuti.<span id="more-931"></span> Il servizio è di <strong>Eugenio Bonanata</strong>:</p>
<p><em>Più di 3 milioni e mezzo di bambini rischiano di perdere la vita a causa delle acque contaminate che veicolano malattie mortali ed epidemie. Per questo l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia ha ribadito che bisogna incrementare le donazioni e soprattutto portare urgentemente gli aiuti alle popolazioni colpite. Sono milioni le persone non ancora raggiunte dai soccorsi. Il Pam (Programma alimentare mondiale) ha chiesto l’invio immediato di elicotteri. Alla lentezza e alle difficoltà sul fronte umanitario si affianca anche la discriminazione subita dai cristiani nel Paese. A denunciarla è stato padre Mario Rodrigues, direttore delle Pontificie Opere Missionarie nel Paese, che, in un’intervista all’agenzia Fides, ha parlato di una “guerra tra poveri” per l’accaparramento degli scarsi aiuti gestiti soprattutto dal governo. “I profughi cristiani – ha detto &#8211; spesso ricevono ben poca assistenza, oppure ne sono esclusi del tutto”. Il religioso ha poi raccontato di sacerdoti e volontari, che, nelle province di Punjab, Sindh e Baluchistan raccolgono centinaia di sfollati appartenenti alla minoranza cristiana portandoli nei campi gestiti dalla Caritas, per garantire loro assistenza minima necessaria. Intanto la comunità internazionale cerca di intensificare gli sforzi. Proprio per coordinare l’emergenza, ieri si è riunita a New York in seduta straordinaria l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Rappresentanti dell’esecutivo pakistano hanno precisato che i danni ammontano a 43 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno garantito l’invio di altri 150 milioni di dollari, mentre oggi Islamabad ha accettato gli aiuti offerti dall’India, nonostante i complessi rapporti tra le due diplomazie.</em></p>
<p>Sulla situazione in Pakistan, <strong>Federico Piana</strong> ha intervistato <strong>Daniele Donati</strong>, capo delle operazioni di emergenza della Fao in Asia:<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00223399.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>R. – L’area colpita ha un ordine di magnitudine assolutamente mai conosciuto prima. E’ come se l’area fra Parigi e Reggio Calabria fosse completamente inondata e con un quarto della popolazione italiana colpita da un fenomeno naturale della stessa violenza che possono aver conosciuto gli abruzzesi con il terremoto dell’Aquila.</em></p>
<p><em>D. – L’aspetto più importante, adesso, è l’aiuto alimentare?</em></p>
<p><em>R. – L’aiuto alimentare immediato sì, certamente, ma va considerato anche l’aiuto alimentare per gli animali che danno, a loro volta, alimenti agli uomini. In questo momento il Pakistan ha già perso 200 mila capi di bestiame. Dovete pensare che questo rappresenta, a volte, il risparmio di una generazione di lavoro. Ci sono 700, 800 mila animali a rischio e questo significa prodotti alimentari che stanno per scomparire se non saremo rapidi a mantenere questi animali in vita. L’altro aspetto estremamente prioritario è questo, all’orizzonte, dei prossimi due mesi: c’è da seminare grano. La campagna più importante del Pakistan inizia i primi di settembre – e siamo già in ritardo – e termina a fine ottobre in altre aree del Paese. Ora, compatibilmente con la condizione dei suoli, perché l’alluvione certamente ha portato via, in larghe parti del Paese, lo strato fertile, compatibilmente con questa situazione bisogna cercare di portare ai contadini pakistani quelle sementi di grano necessarie a non perdere questa campagna, altrimenti i raccolti perduti saranno due invece che uno. Si è appena perso il raccolto di mais, cotone, riso, canna da zucchero, quei 3.2 milioni di ettari che sono stati spazzati via dall’alluvione nelle settimane scorse: quello è già perso. Se non si fa in tempo a sovvenire ai loro bisogni con sementi di grano a quest’orizzonte brevissimo – immaginate di dover comprare sui mercati internazionali le giuste varietà di sementi – ed organizzare la logistica in un Paese colpito nelle sue infrastrutture ed ancora sotto l’acqua, per molti versi, questa è una sfida titanica. Se non si arriva in tempo, si perde anche quella finestra di opportunità ed il costo, in termini di aiuto alimentare, sarà smisurato. E’ un’operazione come non se n’è mai immaginata una. Quest’anno il Pakistan ha fatto uno sforzo speciale di preparazione a questi monsoni, perché avvengono tutti gli anni. Ci si aspettavano dei danni, non è che non fossero scontati in anticipo, ma nessuno si aspettava questa dimensione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Link:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416748">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416748</a></em></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; font-size: small; -webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px;"><span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em><br />
</em></span></span></div>
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		<title>La Chiesa ricorda San Bernardo. Il Papa: ci insegna che la vera teologia è l’incontro con Gesù</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 12:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizia della Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[San Bernardo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Chiesa celebra oggi la memoria liturgica di San Bernardo di Chiaravalle, definito “l’ultimo dei Padri della Chiesa”. Vissuto nel XII secolo, San Bernardo è uno dei massimi esponenti della teologia monastica. Alla sua figura e ai suoi insegnamenti, Benedetto XVI ha dedicato due udienze generali. Da questo Santo, ha affermato il Papa, siamo esortati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-928" title="Papa ricorda San Bernardo" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/Papa-ricorda-San-Bernardo-130x150.jpg" alt="" width="130" height="150" />La Chiesa celebra oggi la memoria liturgica di San Bernardo di Chiaravalle, definito “l’ultimo dei Padri della Chiesa”. Vissuto nel XII secolo, San Bernardo è uno dei massimi esponenti della teologia monastica. Alla sua figura e ai suoi insegnamenti, Benedetto XVI ha dedicato due udienze generali. Da questo Santo, ha affermato il Papa, siamo esortati a cercare Dio con la preghiera e la contemplazione piuttosto che con il mero esercizio della ragione. <span id="more-927"></span>Il servizio di <strong>Alessandro Gisotti</strong>:</p>
<p><em>“Promuovere l’esperienza viva e intima di Dio”: è questo l’unico scopo che la teologia deve avere secondo San Bernardo di Chiaravalle. La teologia, per il monaco francese, sottolinea Benedetto XVI, deve dunque essere “un aiuto per amare sempre e di più e sempre meglio il Signore”:</em></p>
<p><em>“</em><strong><em>Per Bernardo, infatti, la vera conoscenza di Dio consiste nell’esperienza personale, profonda di Gesù Cristo e del suo amore. E questo &#8230; vale per ogni cristiano: la fede è anzitutto incontro personale, intimo con Gesù, è fare esperienza della sua vicinanza, della sua amicizia, del suo amore, e solo così si impara a conoscerlo sempre di più, ad amarlo e seguirlo sempre più. Che questo possa avvenire per ciascuno di noi!” (Udienza generale, 21 ottobre 2009)</em></strong></p>
<p><em>San Bernardo, ricorda il Papa, era un innamorato di Gesù e di Maria. A Lui Dante Alighieri, nella Divina Commedia, attribuisce la sublime preghiera a Maria: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile ed alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio”. Un amore che, osserva il Pontefice, anche oggi i teologi dovrebbero tenere in considerazione:</em></p>
<p><strong><em>“A volte si pretende di risolvere le questioni fondamentali su Dio, sull’uomo e sul mondo con le sole forze della ragione. San Bernardo, invece, solidamente fondato sulla Bibbia e sui Padri della Chiesa, ci ricorda che senza una profonda fede in Dio, alimentata dalla preghiera e dalla contemplazione, da un intimo rapporto con il Signore, le nostre riflessioni sui misteri divini rischiano di diventare un vano esercizio intellettuale, e perdono la loro credibilità”. (Udienza generale, 21 ottobre 2009)</em></strong></p>
<p><em>Insieme a Bernardo di Chiaravalle, è l’esortazione di Benedetto XVI, anche noi dobbiamo riconoscere che l’uomo cerca meglio e trova più facilmente Dio “con la preghiera che con la discussione”: </em></p>
<p><strong><em>“Alla fine, la figura più vera del teologo e di ogni evangelizzatore rimane quella dell’apostolo Giovanni, che ha poggiato il suo capo sul cuore del Maestro”. (Udienza generale, 21 ottobre 2009)</em></strong></p>
<p><em>Il Papa rammenta che alla “teologia del cuore” di Bernardo si contrapponeva la “teologia della ragione” che aveva in Abelardo il suo esponente più insigne. Il monaco di Chiaravalle contesta Abelardo e quanti con lui “sottoponevano la verità della fede all’esame critico della ragione”, un esame che comportava a suo avviso il “grave pericolo” dell’intellettualismo, “la relativizzazione della verità, la messa in discussione delle stesse verità della fede”:</em></p>
<p><strong><em>“Inoltre, occorre mettere in evidenza che, tra le motivazioni che indussero Bernardo a &#8217;schierarsi&#8217; contro Abelardo e a sollecitare l’intervento del Magistero, vi fu anche la preoccupazione di salvaguardare i credenti semplici ed umili, i quali vanno difesi quando rischiano di essere confusi o sviati da opinioni troppo personali e da argomentazioni teologiche spregiudicate, che potrebbero mettere a repentaglio la loro fede”. (Udienza generale, 4 novembre 2009)</em></strong></p>
<p><em>Quel confronto teologico tra Bernardo e Abelardo, tuttavia, si concluse con una piena riconciliazione tra i due. Abelardo, ricorda il Papa, “mostrò umiltà nel riconoscere i suoi errori, Bernardo usò grande benevolenza”. Una vicenda da cui trarre un insegnamento particolarmente attuale:</em></p>
<p><strong><em>“In entrambi prevalse ciò che deve veramente stare a cuore quando nasce una controversia teologica, e cioè salvaguardare la fede della Chiesa e far trionfare la verità nella carità. Che questa sia anche oggi l’attitudine con cui ci si confronta nella Chiesa, avendo sempre come meta la ricerca della verità”. (Udienza generale, 4 novembre 2009)</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Link:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416692">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416692</a></em></strong></p>
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		<title>Famiglie italiane e crisi: in calo le spese alimentari per la prima volta dopo 10 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 15:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Crollano nel 2009 i consumi delle famiglie italiane. La spesa media mensile per famiglia lo scorso anno è stata pari a 2.442 euro con un calo dell’1,7% rispetto al 2008. E’ la fotografia scattata dal rapporto Istat, secondo cui per metà delle famiglie la spesa mensile è al di sotto dei 2mila euro. In calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Crollano nel 2009 i consumi delle famiglie italiane. La spesa media mensile per famiglia lo scorso anno è stata pari a 2.442 euro con un calo dell’1,7% rispetto al 2008. E’ la fotografia scattata dal rapporto Istat, secondo cui per metà delle famiglie la spesa mensile è al di sotto dei 2mila euro. In calo in particolare i consumi di cibo e di bevande, mentre è stabile la spesa non alimentare. Diminuiscono i consumi per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni ed è in aumento la spesa per combustibili ed energia. <strong>Linda Giannattasio</strong> ha chiesto un commento dei dati a <strong>Francesco Belletti</strong>, presidente del Forum delle associazioni familiari.<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-924"></span></span><br />
<em>R. &#8211; Si conferma quello che gli osservatori più attenti dicevano a metà 2009, cioè che la crisi si sarebbe concretizzata molto più avanti rispetto ai segnali di ripresa economica. Quindi, le famiglie sono affaticate dalla crisi economica per un periodo maggiore e oggi arrivano anche minori protezioni sociali e comincia ad esserci veramente una criticità economica per le nostre famiglie.</em></p>
<p><em>D. &#8211; La spesa non alimentare risulta stabile mentre è diminuita del 3 per cento rispetto al 2008 la spesa media per cibo e bevande. Come si legge un taglio proprio sui beni primari?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Andiamo a incidere su costi che sono indispensabili. C’è un anche un grosso lavoro di educazione che le nostre famiglie devono fare. </em></p>
<p><em>D. &#8211; Un numero sempre più in crescita di famiglie dichiara di sacrificare la quantità ma anche la qualità dei prodotti alimentari acquistati. Ci si rivolge sempre di più al discount. Quindi, come si sta affrontando la crisi?</em></p>
<p><em>R. &#8211; La preoccupazione è molto alta perché si tratta anche di un investimento in salute che viene meno. Ovviamente per una famiglia in difficoltà economica il discount è una grande opportunità ma tutti sappiamo che si perde in qualità. Qui c’è un’emergenza forte. Il nostro Paese dovrebbe veramente mettere a tema i consumi delle famiglie, perché perdere in consumi alimentari significa denunciare povertà.</em></p>
<p><em>D. &#8211; Per quanto riguarda il capitolo casa, denuncia l’Istat, il mutuo rappresenta poi una spesa in crescita per le famiglie&#8230; </em></p>
<p><em>R. &#8211; Di fatto il mattone è il fattore di garanzia e di protezione delle famiglie italiane. E’ stato un bene rifugio ma dobbiamo ringraziare il Cielo visto quello che è successo a chi ha risparmiato in investimenti finanziari.</em></p>
<p><em>D. &#8211; Come si possono sostenere le famiglie?</em></p>
<p><em>R. &#8211; Come Forum delle associazioni familiari chiediamo politiche forti di promozione delle famiglie con figli. Si tratta di investire su chi si trova ad avere una riduzione di reddito del 20, 25 per cento alla nascita del figlio. Questo è inaccettabile. Bisogna che il figlio sia riconosciuto come un valore sociale e allora sostenerle. In questo caso rimetteremmo subito moneta fresca nel consumo perché le famiglie con figli stanno riducendo i consumi. Se vogliamo rimettere in movimento l’economia certamente dobbiamo restituire potere d’acquisto alle famiglie.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Link:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=405764">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=405764</a></em></p>
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		<title>La Parabola del banchetto nuziale. Il Papa: Dio non si scoraggia mai nell&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 15:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Parabola del banchetto nuziale]]></category>

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		<description><![CDATA[
La liturgia odierna ci presenta nel Vangelo la parabola del banchetto nuziale che il Papa ha più volte commentato. Dio, ogni giorno, ci invita ad entrare nel suo amore, l’unica cosa necessaria. Benedetto XVI, nelle sue catechesi, ci esorta a coltivare, giorno dopo giorno, l’unione col Signore. Ce ne parla Sergio Centofanti.
Nella parabola del banchetto nuziale, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-922" title="Parabola" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/Parabola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La liturgia odierna ci presenta nel Vangelo la parabola del banchetto nuziale che il Papa ha più volte commentato. Dio, ogni giorno, ci invita ad entrare nel suo amore, l’unica cosa necessaria. Benedetto XVI, nelle sue catechesi, ci esorta a coltivare, giorno dopo giorno, l’unione col Signore. Ce ne parla <strong>Sergio Centofanti</strong>.<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-921"></span></span></p>
<p><em>Nella parabola del banchetto nuziale, il re fa chiamare gli invitati, ma questi rispondono con un rifiuto, perché hanno molti impegni: </em></p>
<p><strong><em>“Il re però non si scoraggia e invia i suoi servi a cercare altri commensali per riempire la sala del suo banchetto. Così il rifiuto dei primi ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti, con una predilezione speciale per i poveri e i diseredati. E’ quanto è avvenuto nel Mistero pasquale: lo strapotere del male è sconfitto dall’onnipotenza dell’amore di Dio. Il Signore risorto può ormai invitare tutti al banchetto della gioia pasquale, fornendo Egli stesso ai commensali la veste nuziale, simbolo del dono gratuito della grazia santificante”. (Omelia, 12 ottobre 2008)</em></strong></p>
<p><em>Tra gli invitati, tra quelli cioè che seguono Dio, c’è però un uomo che non indossa l’abito nuziale e il re lo fa gettare fuori nelle tenebre. Ma che specie di abito è quello che gli manca? </em></p>
<p><strong><em>&#8220;Il vestito dell’amore … purtroppo, tra i suoi ospiti ai quali aveva donato l’abito nuovo, la veste candida della rinascita, il re trova alcuni che non portano il vestito color porpora del duplice amore verso Dio e verso il prossimo. In quale condizione vogliamo accostarci alla festa del cielo, se non indossiamo l’abito nuziale – cioè l’amore, che solo può renderci belli?… Una persona senza l’amore è buia dentro. Le tenebre esterne, di cui parla il Vangelo, sono solo il riflesso della cecità interna del cuore”. (Omelia, 5 aprile 2007)</em></strong></p>
<p><em>Dunque, non basta dirsi cristiani per salvarsi:</em><br />
<em> </em><br />
<strong><em>“Non basterà pertanto dichiararsi ‘amici’ di Cristo vantando falsi meriti: ‘Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze’ (Lc 13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la ‘carta d’identità’ che ci qualifica come suoi autentici ‘amici’; questo è il ‘passaporto’ che ci permetterà di entrare nella vita eterna”. (Angelus, 26 agosto 2007)</em></strong></p>
<p><em>Molti sono chiamati, pochi gli eletti, dice Gesù. Non si tratta di privilegi – afferma il Papa &#8211; come potrebbe pensare qualcuno:</em></p>
<p><strong><em>“E’ sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è ‘stretta’. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è ‘stretto’ perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo”. (Angelus, 26 agosto 2007)<br />
</em></strong><br />
<em>Dio ci invita ogni giorno alla sua festa di nozze, ma siamo spesso presi dai nostri piccoli attaccamenti che non ci lasciano entrare nel suo infinito amore. Di qui l’appello del Papa:</em></p>
<p><strong><em>&#8220;Abbi il coraggio di osare con Dio! Provaci! Non aver paura di Lui! Abbi il coraggio di rischiare con la fede! Abbi il coraggio di rischiare con la bontà! Abbi il coraggio di rischiare con il cuore puro! Compromettiti con Dio, allora vedrai che proprio con ciò la tua vita diventa ampia ed illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese, perché la bontà infinita di Dio non si esaurisce mai!&#8221;. (Omelia, 5 dicembre 2005).</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Link:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416491">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=416491</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><br />
</em></strong></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; font-size: small; -webkit-border-horizontal-spacing: 5px; -webkit-border-vertical-spacing: 5px;"><span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><strong><em><br />
</em></strong></span></span></div>
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		<title>La preghiera del Papa per il presidente emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, spentosi a Roma all&#8217;età di 82 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>islanecodu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente emerito della Repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Cordoglio di Benedetto XVI per la morte del presidente emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, spentosi stamani all&#8217;età di 82 anni. Il Papa è stato immediatamente informato della notizia della morte di Cossiga, avvenuta alle 13.18 di oggi al Policlinico Gemelli. Profondamente addolorato si è raccolto in preghiera. Pochi giorni fa mons. Rino Fisichella era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-919" title="Papa  e Francesco Cossiga" src="http://portalcot.com/chiesa/wp-content/uploads/2010/08/Papa-e-Francesco-Cossiga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Cordoglio di Benedetto XVI per la morte del presidente emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, spentosi stamani all&#8217;età di 82 anni. Il Papa è stato immediatamente informato della notizia della morte di Cossiga, avvenuta alle 13.18 di oggi al Policlinico Gemelli. Profondamente addolorato si è raccolto in preghiera. Pochi giorni fa mons. Rino Fisichella era stato incaricato dalla segreteria di Stato, a nome del Papa, di informarsi sullo stato di salute dell’ex presidente e si era recato in visita al policlinico di Roma. Alle 12 di oggi era stato diffuso un bollettino medico che parlava di condizioni di salute di “estrema gravità”. Il servizio di <strong>Alessandro Guarasci:<span style="text-decoration: underline;"><span id="more-918"></span></span></strong></p>
<p><em>Un uomo politico precocissimo. Nato a Sassari nel 1928, deputato a nemmeno 30 anni, nel ’66 fu il più giovane sottosegretario alla Difesa del terzo governo Moro; nel ’76 il più giovane ministro degli Interni, nell’83 il più giovane presidente del Senato, e a soli 57 anni, nel 1985, il più giovane inquilino del Quirinale. Cossiga viene ricordato per aver perseguito la linea della fermezza con le Br durante il rapimento di Moro. Dopo il ritrovamento del corpo del presidente della Dc, Cossiga dette le dimissioni. Poi il periodo alla presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’agosto del ’79 all’ottobre dell’80. Il Pci ne propose la messa in stato d’accusa per favoreggiamento personale. Divenne l’ottavo presidente della Repubblica nell’85. Dopo i primi anni al Quirinale, si caratterizzò per una forte esposizione mediatica su tanti temi di politica interna, fu detto “il grande picconatore”. Si ricorda inoltre &#8220;Gladio&#8221;: la sezione italiana di Stay Behind, organizzazione segreta della Nato, di cui Cossiga si definì “l’unico referente politico”. Fervente cattolico, ha incontrato più volte Giovanni Paolo II e nell’agosto del 2008 pranzò con Benedetto XVI nella residenza estiva a Bressanone.<br />
</em><br />
Per un ricordo dell&#8217;uomo Francesco Cossiga, ascoltiamo <strong>mons. Vincenzo Paglia</strong>, vescovo di Terni-Narni-Amelia, intervistato da<strong>Alessandro Guarasci</strong>:<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00222925.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>R. – Un uomo di grande fede, una fede magari austera, essenziale, ma che ha segnato l’intera sua vita, fin da ragazzo, anche il suo ingresso in politica. Perdiamo un grande italiano, un grande uomo di Stato. Tutto sgorga da una prospettiva di fede, e nello stesso tempo questa fede gli ha dato un grande amore per il Paese, per la patria, e lo ha reso un lottatore caparbio. La sua straordinaria intelligenza gli ha fatto prevedere molte cose a volte, è stata anche causa di incomprensioni, di dibattiti vivacissimi. Un grande italiano, appassionato di questo Paese, appassionato della libertà. </em></p>
<p><em>D. – Un uomo con grandi principi morali, fatto sta che si dimise, in alcune occasioni. Un caso raro in Italia&#8230;</em></p>
<p><em>R. – E questo perché aveva compreso che era cambiato tutto e bisognava cambiare anche la politica. Purtroppo questo non fu compreso. Gli anni successivi gli hanno dato ragione.</em></p>
<p>Per un profilo politico di Francesco Cossiga e della sua importanza nella vita istituzionale del Paese, <strong>Alessandro Guarasci</strong> ha chiesto il commento di <strong>Andrea Cangini</strong>, giornalista del “Quotidiano Nazionale”, e autore di un saggio scritto con lo stesso Cossiga:<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00222923.RM"><img src="http://www.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>R. – Cossiga è stato a lungo un uomo di Stato più che di partito. Non era un uomo di corrente, non aveva un potere interno tale da minacciare gli assetti correntizi della Democrazia Cristiana. Cossiga, però, era un uomo estremamente raffinato, estremamente intelligente, estremamente colto e dotato di antenne politiche assai sensibili e questo gli ha consentito di vedere il cambio di scenario che nessuno vedeva, perché il paradosso è che molto spesso l’élite politica non ha coscienza dei cambiamenti radicali che la storia gli prospetta.</em></p>
<p><em>D. – L’attività di Presidente della Repubblica di Cossiga in qualche modo è stata caratterizzata da due tempi: dapprima un presidente &#8220;notaio&#8221; poi &#8220;esternatore&#8221;. Perché questa differenza così notevole?</em></p>
<p><em>R. – Sostanzialmente il suo repentino e radicale cambio di atteggiamento rispetto al modo di interpretare la presidenza della Repubblica fu dovuto all’istinto di sopravvivenza politica. Dopo i primi due anni di mandato presidenziale, Cossiga si rese conto che la Democrazia Cristiana stava manovrando per costringerlo alle dimissioni usando la sponda del Partito Comunista e si rese anche conto che il mondo stava cambiando attorno a loro. Il crollo del muro di Berlino avrebbe devastato non il Pci – come ingenuamente ritenevano i dirigenti democristiani di allora – ma la Democrazia Cristiana ed il Psi. Dovette quindi diventare altro da sé, parlare direttamente all’opinione pubblica, nella speranza di avere una sponda contro il sistema dei partiti che gli si stava rivoltando contro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Link:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=415962">http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=415962</a></em></p>
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